di Alessandro Patella
Il voto ha manifestato forti novità. A partire dalla vittoria del centro-destra con il suo forte richiamo a schieramenti nazionali senza un riferimento locale. Il centrosinistra è arrivato spezzettato e non ha potuto competere per la vittoria. Perché? Patella risponde a questa importante domanda, anche ragionando su alcune accuse che gli sono state rivolte e spiegando perché questo voto è soprattutto il naufragio del “Progetto Cassina-Sant’Agata”, incapace di aprirsi al nuovo e a qualsiasi mediazione con chiunque. E prova a tracciare un nuovo percorso, per riaprire confronto e dialogo. Che tenga fermi i contenuti, la difesa del suolo, e la relazione diretta e reale con i cittadini.
SOMMARIO (vai col mouse sui titoletti qui sotto per andare alla parte corrispondente)
Le novità del voto
L’azione mia e nostra è sempre stata propositiva, concreta e di governo: ecco i risultati
Abbiamo sempre utilizzato una logica di unità e mediazione anche per combattere i tentativi di stravolgimento urbanistico
La mediazione da noi avanzata viene bloccata
Il ragionamento come metodo contro la denigrazione e per costruire nel tempo una nuova scommessa: cooperare direttamente con i cittadini, fuori dagli schemi nazionali, sui contenuti e sui loro bisogni reali
LE NOVITA’ DEL VOTO.
Visto che oramai è passato un mese dal voto, sarebbe opportuno, da una prima analisi politica, cominciare a tracciare i percorsi politici ed amministrativi locali che dovremo seguire nei prossimi cinque anni. La consultazione ha stabilito gli equilibri di forza tra gli schieramenti in campo, ed ora dobbiamo invece cominciare a guardare al futuro. Il voto è stato talmente rivoluzionario e recente, che non si può non partire da lì.
Innanzitutto, la vittoria di D’Amico contiene per Cassina due importanti novità. La prima è che ha vinto una coalizione di centro-destra dopo tre giunte consecutive di centrosinistra. La seconda è che per la prima volta vince uno schieramento che si richiama espressamente a coalizioni nazionali e senza un chiaro riferimento alla situazione locale.
L’unità e la conseguente vittoria del centro-destra, e simmetricamente, la divisione e la sconfitta del centrosinistra hanno interessato e preoccupato molti cittadini che nel 2004 avevano votato per Simona Ginzaglio. Questa preoccupazione è stata acuita dal fatto che D’Amico ha ottenuto il 42% dei voti, e quindi la teorica somma delle altre liste, avrebbe avuto ragione dello schieramento PDL-Lega.
Quindi, come mai non ci siamo uniti? Questa obiezione, che immagino sia stata rivolta anche ad altri, è stata accompagnata ad un’altra, più volte rivolta in modo esclusivo a me: “come mai hai fatto cadere la lista Ginzaglio a pochi mesi dal voto? evidentemente avevi qualche ambizione personale.” In effetti, mi sono accorto che anche i miei avversari politici mi hanno rivolto questa considerazione, seppure travestita da accusa, e in modo assai violento. Io ho risposto raccontando ciò che è accaduto, ma non ho mai voluto molto perdermi in un dibattito che, nella tensione della campagna elettorale, si sarebbe perso tra veleni e che avrebbe coperto il vero messaggio, quello delle proposte per affrontare i bisogni dei cittadini. Ma adesso non mi voglio lasciare indietro niente, perché penso che sia importante per ricostruire un futuro di dialogo e di condivisione di intenti. Come sempre, procederò senza infingimenti.
Prima di tutto, penso che questa interpretazione sopra riportata del voto sia vera, ma decisamente troppo povera. Guardiamo ai dati, cercando di dare loro l’interpretazione più articolata possibile.
Il Progetto Cassina – Sant’Agata è il grande sconfitto di queste elezioni. Rispetto al 2004 il “Progetto” è sceso dal 54,55% al 26,85% (-27,70%) e da 4418 voti a 2125 (-2293): ha quindi più che dimezzato il suo consenso. Con questo patrimonio disperso si trova adesso all’opposizione, a meno 1238 voti di distanza dal centro-destra, e dopo aver imbracciato la bandiera dell’unità e del governo (oltre a quella del cosiddetto “voto utile”).
Molto interessante e lunsighiero per loro è stato il risultato della “Lista Civica” di Attanasio (13,96%), che ha in parte sfruttato il nostro stesso messaggio. L’analisi del voto esibisce però che i primi tre candidati della lista (Buscemi, Bellinato e Cingolani) hanno portato 419 dei 1105 voti complessivi della lista (37%), cosa che lascia pensare che la compagine si regga soprattutto su forti individualità e non possegga ancora ad un’organizzazione omogenea e stabile, in grado di operare con costanza sul territorio come movimento unitario.
Il principale avversario politico del “Progetto”, escluso il centro-destra, è stato “Cittadinanza&Cambiamento”. E’ stato un contrasto molto duro, di carattere ideologico-valoriale, organizzativo e di consenso, dall’esito inatteso sotto tutti e tre i profili: in pochissimi mesi, la nostra lista, completamente nuova, ha prodotto un programma ed una carta dei valori di altissima qualità, si è organizzata in modo molto serrato, pur non avendo i partiti alle spalle e presidiando il territorio in modo costante e con molto materiale (a prezzi sostenibili, una campagna molto diversa da quella del “Progetto”), ed ha ottenuto, lavorando solo sul messaggio, il 10,45% dei voti. Ora questo movimento è una realtà e durerà nel tempo, impegnandosi con continuità sul territorio e rielaborando con costanza le esigenze dei cittadini. Questo movimento è avvertito da molti come una novità e ha buoni spazi di crescita.
Su questi due risultati, la sconfitta e il dimezzamento del “Progetto” e la presenza di un nuovo soggetto forte organizzato come noi, è importante che tutti i sostenitori e i militanti del Progetto, ed in particolare del PD, incomincino a interrogarsi. Prima di tutto, si dovrebbero interrogare su come siano arrivati a questo esito. E con ciò rispondere in modo serio ed articolato alla domanda che molti cittadini si sono fatti e che ho riportato di sopra: perché vi siete divisi? perché non vi riunite?
LA DISPERSIONE DEL PROGETTO CASSINA SANT’AGATA E L’IMPOSSIBILITA’ DI COMPETERE PER VINCERE
Anche io proverò a dare un contributo alla questione, per la parte che riguarda anche me ed il movimento al quale appartengo. Anche perché purtroppo credo che non sia accettabile l’interpretazione preventiva che ne danno molti dirigenti locali del PD. L’interpretazione in oggetto riguarda il fatto che noi avremmo deciso di dividere il centrosinistra. Questa interpretazione non è vera, lo voglio dire molto apertamente. Ci sono prima di tutto fatti incontrovertibili che lo dimostrano: larghi pezzi del “Progetto Cassina – Sant’Agata” del 2004 erano presenti in tutte le altre liste, ed in particolare nelle quattro che non hanno vinto. La lista di Attanasio era composta anche dal movimento Bellinato, che sappiamo essere uscita dal “Progetto” anche con molto clamore durante l’amministrazione Ginzaglio. Moretti è stato il principale avversario interno di Ginzaglio nel 2004, ha fatto parte della Margherita e del PD, grandissima parte della sua lista proviene dal “Progetto” (Escalona, Pierro, Pagani, Sinistra Democratica, ec.). Poi c’eravamo noi, molti senz’altro fuoriusciti dal “Progetto”, molti dei quali dal PD. Nemmeno si può dire che noi fossimo stati i primi, da cui si è poi innescata una reazione a catena, perché Bellinato e Betti erano usciti molto prima, per tacer degli altri. Quindi: come mai la lista che ha sollevato per tutto il tempo la bandiera dell’unità contro le destre in realtà non è riuscita, se non noi, quanto meno a tenere uniti tutti gli altri? Voglio far notare che in una mera sommatoria di voti delle altre tre liste che si opponevano a D’Amico, se il PD o il “Progetto” avessero lavorato in quella direzione, avrebbero comunque vinto. Se, come in realtà è giusto fare, si vuole togliere una componente dalla lista Attanasio, con la quale non è facile per una formazione di centrosinistra fare accordi, comunque, sempre facendo i conti sulla carta, la lista Squillaci non avrebbe preso la sonora sconfitta che ha preso, ma sarebbe stata competitiva. Perché invece non sono riusciti a farlo?
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L’AZIONE MIA E NOSTRA E’ SEMPRE STATA PROPOSITIVA, CONCRETA E DI GOVERNO: ECCO I RISULTATI
Alla domanda: “Perché invece non sono riusciti a farlo?” una risposta la posso ricavare da quattro anni e mezzo di esperienza in Giunta. Sebbene qualcuno abbia cercato di far apparire la mia azione politica come quella di un oltranzista esasperato, io ho sempre agito in una logica di proposta e di governo. Penso di aver ottenuto una grande quantità di obiettivi concreti in tutti gli ambiti di mia competenza, che hanno portato ad una vera e propria riforma delle politiche sociali.
E’ cambiata la relazione con le realtà associative del paese, è stata costituita un’organizzazione giovanile su mia forte spinta, un’associazione genitori intorno al servizio della ludoteca, ho stipulato convenzioni con le associazioni dei genitori di bambini diversamente abili, è cambiata radicalmente l’integrazione di questi bambini nella scuola, adesso è stata inaugurata la sede di nuovi servizi dedicati a loro, obiettivo che ho ideato e sul quale mi sono dedicato per molto (a Sant’Agata, dando anche una spinta a cambiare l’idea inveterata che i servizi fondamentali per la persona si trovassero a Cassina), è stato svolto un cammino con i pensionati, in particolare è stato introdotto il pranzo bimensile all’interno del Centro Borsellino, c’è stata una spinta all’associazionismo degli anziani, si è stipulata una convenzione con la Croce Bianca per il trasporto anziani e disabili…. E soprattutto, in un quinquennio quanto mai scarso di opere pubbliche, ho avviato, con un contributo regionale di due terzi della spesa, la costruzione di 15 nuovi appartamenti, pensati in particolare per i pensionati che non riescono a pagare l’affitto, che è oramai in fase avanzata e possono essere assegnati all’inizio dell’anno prossimo. Se si considera che la dotazione di appartamenti comunali attuale di Cassina è di 11, di contro agli oltre 60 di Carugate, 100 di Vimodrone e di Gorgonzola, 200 di Cernusco, si capisce che questo è un piccolo passo storico per la costruzione di civiltà sociale nel nostro paese. (Anche per questo chiedo nuovamente all’Amministrazione in carica di pensare ai bisogni reali delle persone che ci andrebbero ad abitare e di non lasciarsi condizionare da timori, infondati o stimolati ad arte, delle persone che vivono vicino ai nuovi appartamenti: non abbiamo bisogno di tensione sociale nel nostro paese, ma solo di solidarietà).
Se la mia intenzione generale fosse stata oppositiva, tutti questi risultati non sarebbero stati ottenuti, perché occorre tempo, volontà e temperanza per riuscirci. E allora che cosa è successo?
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ABBIAMO SEMPRE UTILIZZATO UNA LOGICA DI UNITA’ E MEDIAZIONE ANCHE PER COMBATTERE I TENTATIVI DI STRAVOLGIMENTO URBANISTICO
L’ho detto e lo ripeto. Da una parte della giunta sono state fatte proposte che avrebbero cambiato il volto e l’assetto urbanistico del paese, cementificando in un modo sconsiderato. Queste proposte cambiavano il Piano Regolatore appena approvato, e anche se non erano state manifestate durante la campagna elettorale del 2004 (nemmeno a noi), esistevano già allora, e non sono mai state raccontate in modo organico, ma si cercava di farle passare assumendo degli impegni intermedi apparentemente tecnici, ma che avrebbero portato a cascata queste conseguenze.
Però, a parte la delusione e la lacerazione interna da me provata nel constatare questa dinamica, ho assunto lo stesso atteggiamento istituzionale e propositivo.
Si erano raggiunte in teoria due mediazioni su tre operazioni urbanistiche che venivano proposte. Nella prospettiva originaria, a Sant’Agata, con l’idea di recuperare Bindellera e realizzare un’area parco, c’era la possibilità seria che si costruisse consistentemente davanti al cimitero, in aree già appartenenti al Parco Sud e ora non più (molte sono le aree in queste condizioni a Sant’Agata, su una parte delle quali oggi stanno anche costruendo). Contemporaneamente era avvertita, per come era disposto il PRG 2003, e si avanzavano proposte in tal senso, la necessità di costruire su un’area del Parco Sud, per completare la bretella di aggiramento della frazione. Nella mediazione raggiunta, noi avevamo acconsentito a quest’ultima operazione, purché non solo non si costruisse davanti al cimitero, ma si inserisse tutta quest’area nuovamente nel Parco Sud. Che questa fosse una chiara dinamica di governo e di accordo propositivo è manifestamente avvertibile dal nostro programma elettorale: nel nostro programma elettorale infatti non si parla solo di reinserire nel Parco Sud l’area davanti al cimitero di Sant’Agata, ma si cambia il percorso della bretella di aggiramento in modo da non dover costruire e ledere il Parco Sud. Io infatti non mi immedesimavo pienamente nella proposta della mediazione, ma l’ho sostenuta per trovare un accordo di governo, in una logica di responsabilità e di unità della nostra compagine.
Allo stesso modo, anche se con maggiore difficoltà, si è trattato per l’area immensa di fronte a Camporicco, dove le possibilità edificatrici erano molto ampie, e si partiva dall’idea di ampliare (rispetto alle previsioni del PRG) un’area di esproprio al privato dove si sarebbero dovuti edificare dei capannoni artigianali (area PIP). Con la nuova legge regionale 12/2005 queste aree da espropriare in realtà diventano mero oggetto di trattativa con l’operatore territoriale, che a fronte di una cessione, realizza una propria operazione edile. L’ampliamento dell’area di esproprio avrebbe con ciò ampliato la trattativa, oltre che fatto costruire maggiormente. Nella logica di governo di cui dicevo prima, ho accettato che non si utilizzassero gli strumenti della vecchia legge, ma si andasse a trattativa privata, ho proposto che si incorporasse in questa trattativa anche l’area di ampliamento del cimitero, e che l’operatore svolgesse a sue spese l’ampliamento del cimitero (anche se ho trovato molta difficoltà a farmi ascoltare in questo, era evidente, conti alla mano, che la cosa era largamente possibile), ho accettato quindi che si facesse una variante al Piano Regolatore (che significa che ciò che il PRG indicava per quell’area, e che io condividevo, veniva in teoria azzerato), ho proposto che si mettesse quest’area insieme ad un’altra che prevedeva una lottizzazione industriale privata sempre della stessa proprietà, ho acconsentito che ci potesse essere una significativa quota di edifici di carattere commerciale anche alti – il PRG prevedeva solo interventi industriali – , ho acconsentito che si potesse utilizzare, dentro al perimetro previsto per l’intervento dal piano regolatore, il 10% in più di superficie per costruire. Non mi sembrano concessioni e proposte da poco, e nemmeno stupide. Ho accettato la variazione, purché il nuovo intervento non fuoriuscisse dai confini di zona previsti dal Piano Regolatore. Ci voleva molto? Questo e quello di Sant’Agata sarebbero stati “compromessi alti”, da me in parte proposti e in parte accettati. L’unità del centrosinistra, la logica di governo avrebbero trionfato. Tutto a posto? Macché!
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LA MEDIAZIONE DA NOI AVANZATA VIENE BLOCCATA
Ogni qual volta si arrivava a chiudere, la partita si riapriva, spuntava qualche tecnico o amministratore che riproponeva un ampliamento come se fosse fisiologico o naturale, o un presunto obbligo o una qualche apparente impossibilità, e riportava indietro la discussione. Volta a volta mostravamo come tutti questi ostacoli erano inconsistenti o facilmente superabili. Oppure gli obiettivi venivano per lungo tempo dimenticati, fino a spuntare nuovamente in prossimità di scadenze importanti, per poi essere costretti di nuovo a discuterne, con la serenità che ci si può aspettare.
Quest’ultima bonaccia si è verificata anche per la terza operazione: quella che prospettava l’alienazione della volumetria della scuola di p.zza De Gasperi, il suo trasferimento sul campo di via Mazzini, costruendo quindi case sul campo sportivo, per trasferire detto campo dietro c.na Casale, con costruzione di una nuova strada che avrebbe tagliato il Parco Sud in due, e altri elementi connessi. Su questa operazione, c’era incompatibilità di vedute. E non è possibile portare avviare una variante di questo genere al Piano Regolatore se gran parte della Giunta non è d’accordo. A questo punto non si poteva rimanere fermi, non restava che applicare ciò che il PRG prevedeva: cioè alienare e recuperare la volumetria dove si trova oggi (cioè dov’è la scuola stessa), e con il ricavato dare un vero centro al paese. Invece, dopo l’apprensione e l’incalzare dei primi anni di giunta, è caduta una sorta di letargia negli ultimi due anni di mandato: letargia che ha fatto sì che la scuola rimanesse lì, vuota e ferma come la si vede oggi. In Giunta all’approvazione del 2008 avevo fortemente contestato questa inoperosità, che di fatto lasciava aperta la possibilità che prima o poi si tornasse alla proposta già respinta, e per la prima volta avevo minacciato le dimissioni. Il bilancio 2009 bocciato dal Consiglio Comunale, ribadiva la stessa immobilità, che ancora oggi possiamo apprezzare, con la scuola che sta diventando un punto di abbandono e di degrado in pieno centro. Grazie a questa inoperosità di cinque anni, che non ha realizzato ciò che noi sostenevamo sulla base del PRG2003, ancora oggi è purtroppo in teoria possibile portare avanti la proposta (con annesso impatto sul territorio e sul Parco Sud) avanzata da una parte della vecchia Giunta anche se la sua maggioranza l’ha più volte respinta.
L’ultimo momento topico è stato l’esposto sulle convenzioni attivate dal Comune con le aziende di un noto operatore locale, da me sottoposto al sindaco e alla giunta di cui facevo parte, e dove, per ragioni tutt’ora a me non comprensibili, ho trovato una reazione, anziché di approfondimento e di confronto, di chiusura definitiva nel contenuto, incontrollata e brutale nei modi, e, diciamolo pure, non istituzionale né all’altezza delle responsabilità di carica assunte. Diciamo pure che ottenere una mediazione di governo con molti dei componenti della vecchia giunta era impossibile. Gli obiettivi proposti erano sostanzialmente irrinunciabili e immodificabili. Questa rigidità, a scopi che non ho mai compreso, ha comportato l’impossibilità di trovare non solo con noi un accordo, ma anche con gli altri frammenti di Progetto Cassina Sant’Agata, che infatti hanno presentato liste autonome con Moretti e Attanasio.
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IL RAGIONAMENTO COME METODO CONTRO LA DENIGRAZIONE E PER COSTRUIRE NEL TEMPO UNA NUOVA SCOMMESSA: COOPERARE DIRETTAMENTE CON I CITTADINI, FUORI DAGLI SCHEMI NAZIONALI, SUI CONTENUTI E SUI LORO BISOGNI REALI.
Ora io penso che sia il caso per tutti di iniziare “un lungo ragionamento”. Prima di tutto voglio sottolineare la parola “ragionamento”. Io e nessuno della mia lista abbiamo insultato nessuno, e siamo stati tutti molto insultati in questi mesi. Non ci scandalizza, ma non è di sicuro un modo per rappresentare degnamente i cittadini. Noi, con uno sforzo umano eccezionale, e tra molte difficoltà, stiamo cercando di rappresentare i cittadini sui contenuti, entrando direttamente in contatto con loro: cercando cioè di metterci in discussione e ragionando. (Apro qui una brevissima nota sulla lista Moretti. Con loro buona pace, nemmeno nel loro caso è vero che abbiano preso pochi voti perché li abbiamo “denigrati”, come loro hanno fatto sapere. Anche questo appartiene al rango degli insulti: sfido chiunque a dire che abbiamo detto qualcosa di falso o insultante. Abbiamo detto la semplice verità: il sig. Moretti aveva delle compartecipazioni in un’azienda di costruzioni e in un’azienda sociale dello stesso costruttore che ha due convenzioni aperte con il comune di Cassina de’ Pecchi, entrambe non completamente applicate e problematiche per il Comune. Se loro ritengono che questa verità fosse già nota, non lo devono dire a me, che non ho mai avuto alcuna confidenza dal sig. Moretti e non ne sapevo nulla, ma spiegarlo ai sette componenti della loro lista che hanno sentito la necessità di abbandonarla pubblicamente, proprio lamentandosi del fatto di non essere stati informati da Moretti di queste sue attività. Forse il sig. Moretti, se prendesse in considerazione questo risvolto della vicenda, potrebbe trovarvi qualche ragione della sua sconfitta.)
Questo ragionamento è mirato a rappresentare i cittadini, farli crescere in consapevolezza, a farli partecipare in modo più diretto alle scelte amministrative, a preservare il suolo e l’autonomia delle istituzioni dagli interessi particolari, e a migliorare le condizioni di vita, i servizi, l’aggregazione, la bellezza del paese.
Qui arriva il secondo punto di novità della vittoria della Lega-PDL. Si è insediata la nuova Giunta e speriamo che faccia bene. Ma questo modo di costituirsi gruppo nazionale indipendentemente dal territorio e di candidare una persona che, impegnata a Roma avrà molte difficoltà a rimanere a Cassina, non ci sembra il modo migliore per rispondere alle esigenze dei cittadini del paese. Non ci sembra la logica più adeguata. Lo stesso giorno in cui gli elettori premiavano D’Amico per le divisioni dei suoi avversari, essi davano un riscontro positivo anche alla nostra lista, che ha portato avanti metodi diversi e ha proseguito il percorso da me avviato nella giunta passata. E quindi lanciamo questa sfida a tutti, alla maggioranza, che incalziamo perché trovi questa relazione con i cittadini, e ai gruppi di opposizione, per ricercare nel tempo punti di convergenza sulla base di questi contenuti, la cui logica di fondo è ben rappresentata dal nostro programma elettorale e che ho qui rilanciato. Un lungo e paziente ragionamento, che cerchi di trovare punti di convergenza sui bisogni del paese, e sui quali lavorare insieme, e rappresentarli insieme.
In particolare, la sconfitta del Progetto Cassina-Sant’Agata e del loro modo di fare politica, è molto chiara, la distanza dei dirigenti dalle esigenze dei cittadini è enorme. Questa condotta è perdente, mi sembra manifesto. Chiudere le proprie scelte nelle organizzazioni di partito purtroppo oggi comporta soltanto una rappresentatività ridotta dei cittadini ed una maggiore forza degli interessi particolari territoriali. Ora sarebbe invece interessante e proficuo raccogliere questa situazione attuale come occasione di un nuovo inizio per costruire tutti insieme una ampia rete di cittadini che lavori con costanza per rappresentare le esigenze reali della comunità, con proposte e risposte concrete, che non si lascino innanzitutto etichettare sulla base di schieramenti nazionali, ma che cerchino uno scambio continuo e diretto con loro. Una politica non finalizzata al solo consenso dei cittadini, ma alla condivisione e alla cooperazione con loro. Questa sì, potrà governare il paese, e soprattutto governarlo bene. I cittadini che ci hanno votato hanno riconosciuto e sancito che c’è una nuova forza, la nostra, che è percepita insieme come seria e innovativa, la cui esistenza è già un servizio per la qualità della politica del paese e che continuerà a lavorare e ad incalzare per questo obiettivo. Sarebbe interessante se ci fosse anche dentro al “Progetto Cassina Sant’Agata” un nuovo corso, fatto idee ed energie nuove, in grado di individuare obiettivi condivisi di contenuto e di metodo anche con noi. Aspettiamo che questo cambiamento avvenga, a quel punto saremo senz’altro disponibili a riavviare un confronto propositivo per il paese, sempre tenendo per fermo il contenuto reale delle proposte.
Alessandro Patella
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